"Certo di poterlo sfiorare, fissa quello spiraglio, amico mio,
finché le vuote pupille non smetteranno di sanguinare.
Ogni lacrima che versi é una lacrima versata per te.
Ogni lacrima versata per te é un istante senza sofferenza."
Certe persone le riconosci subito.
Le senti, con una specie di settimo senso. Ne avverti la presenza.
Spesso sono intorno a te, e quando é così te ne accorgi all'istante, basta uno sguardo, una frase, anche un solo, apparentemente inutile, silenzio.
Un silenzio, e capisci che qualcosa é diverso.
Che rispetto agli altri c'é qualcosa in più.
Un filo sottile ma indistruttibile, un filo che ti lega, aldilà delle idiozie quotidiane.
Della quotidianità che troppo spesso annebbia la mente.
E' come respirare a pieni polmoni l'aria di montagna, quando scopri che c'é anche chi non si limita a sbattere a caso contro persone e situazioni.
Chi si brucia le meningi nel tentativo di capire.
Capire.
Cercare di capire le stesse cose, sentire le stesse cose, pensare le stesse cose.
Soffrire e gioire allo stesso modo.
I Greci lo spiegavano bene.
"Simpatia", avere le stesse emozioni, soffrire insieme.
Significato troppo diverso e distante da quello comune, quello della gente che sbatte e basta.
Noi invece quanto Ci sbattiamo? Quanto Ci facciamo male? Quanto?
Troppo, veramente, ma non possiamo farne a meno.
Ci facciamo male, troppo, noi che siamo nati nell'Arcadia.
Noi, originari dell'Arcadia, troppo diversi dagli altri.
Siamo alieni nello stesso mondo, ed é per questo che i nostri battiti sono sincronizzati. Siamo un'unica entità divisa in più parti.
Siamo un popolo reietto, siamo qualcosa che va oltre.
Oltre, oltre, oltre l'asfalto bollente, oltre il cemento armato, il monossido di carbonio, i raggi ultravioletti, andiamo oltre.
In un mare di meduse inermi, siamo qualcosa che dà i brividi.
Spesso spezziamo il fiato, spesso lasciamo interdetti, spesso sembriamo semplicemente fuori dal mondo.
Ma noi ci sentiamo.
Ci percepiamo.
Noi abbiamo in mente il nostro mondo, il migliore dei mondi possibili.
Ma viviamo in un mondo inconcepibile.
Insensato.
Per questo ci é così facile percepirci, e così difficile avvicinarci.
L'Arcadia ora é solo cenere, noi superstiti, così sospettosi, sanguinanti, spaventati.
Proiettati via e sparpagliati a caso. Mischiati assieme a corpi senza vita.
La nostra Diaspora é stata una catastrofe.
Rivogliamo la nostra terra.